Dal Giornale "L'Arena di Verona" del 13 Dicembre 2001
Le sculture di Tarocco si librano nell’aria

Dopo due anni di appartato lavoro, Luciano Tarocco ritorna ad esporre le opere recenti della sua produzione alla galleria "La Meridiana" di Via Oberdan. Schivo, silenzioso, solerte lavoratore, Tarocco ha presentato, in questa occasione, numerose sculture nuove, in bronzo e in gesso, dimostrando ancora una volta la sua abilità esecutiva e il desiderio di sospendere, fin dove possibile, la pesantezza del bronzo nel vuoto impalpabile dello spazio.
Le sue figure si inarcano, si snodano, si liberano in voli impossibili dando l’impressione di spiccare il volo, di librarsi in impossibili luoghi privi di gravità. Il suo gesto non modella ma accarezza, la sua mano non affonda nella creta ma la liscia, lentamente, strato dopo strato, fino a realizzare aeree figure in leggiadro movimento.

Sembrano danzare le sue donne, sembrano animate da una leggerezza che, scrive con intensità Simone Azzoni in catalogo, «colpisce la nostra capacità di sognare e immaginare non con il proprio peso, bensì con l’equilibrio delle forze», con proporzioni e misure che consentono ai soggetti della sua scultura di «diventare immagini figurali di leggiadra cariche di valori emblematici».
Luciano Tarocco, anche in questa occasione, non delude il pubblico amico, tutte quelle persone, numerose, che sinceramente credono in una scultura figurale, in grado di sollecitare lo sguardo e i sensi, capace di comunicare il piacere della contemplazione, di proporre una plastica "in movimento" che non si fa trascinare dalle tentazioni di uno sfrenato sperimentalismo, ma che rimane sempre fedele alla propria incancellabile, riconoscibile cifra espressiva.