Dopo
due anni di appartato lavoro, Luciano Tarocco ritorna ad esporre le
opere recenti della sua produzione alla galleria "La Meridiana"
di Via Oberdan. Schivo, silenzioso, solerte lavoratore, Tarocco ha
presentato, in questa occasione, numerose sculture nuove, in bronzo
e in gesso, dimostrando ancora una volta la sua abilità esecutiva
e il desiderio di sospendere, fin dove possibile, la pesantezza del
bronzo nel vuoto impalpabile dello spazio.
Le sue figure si inarcano, si snodano, si liberano in voli impossibili
dando limpressione di spiccare il volo, di librarsi in impossibili
luoghi privi di gravità. Il suo gesto non modella ma accarezza,
la sua mano non affonda nella creta ma la liscia, lentamente, strato
dopo strato, fino a realizzare aeree figure in leggiadro movimento.
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Sembrano
danzare le sue donne, sembrano animate da una leggerezza che, scrive
con intensità Simone Azzoni in catalogo, «colpisce la
nostra capacità di sognare e immaginare non con il proprio
peso, bensì con lequilibrio delle forze», con proporzioni
e misure che consentono ai soggetti della sua scultura di «diventare
immagini figurali di leggiadra cariche di valori emblematici».
Luciano Tarocco, anche in questa occasione, non delude il pubblico
amico, tutte quelle persone, numerose, che sinceramente credono in
una scultura figurale, in grado di sollecitare lo sguardo e i sensi,
capace di comunicare il piacere della contemplazione, di proporre
una plastica "in movimento" che non si fa trascinare dalle
tentazioni di uno sfrenato sperimentalismo, ma che rimane sempre fedele
alla propria incancellabile, riconoscibile cifra espressiva. |